Savall rifiuta il Premio della musica

di: Redazione | 14 novembre 2014

(AGI) – Madrid, 1 nov. – Jordi Savall ha rifiutato il Premio nazionale musicale che gli era stato assegnato dal governo spagnolo. Il grande interprete della musica barocca e rinascimentale, noto anche per il suo straordinario lavoro di scavo filologico nella musica antica, ha messo nero su bianco su Facebook il motivo che lo ha spinto a rispedire al ministro dell’Istruzione e della Cultura, Jose Ignacio Wert, il riconoscimento: questo, afferma Savall, “mi viene dato dalla principale istituzione di uno Stato responsabile, a mio parere, del drammatico disinteresse e della grave incompetenza mostrati nella difesa dell’arte della sua promozione”. Il premio, continua Savall, “arriva da un Ministero dell’Istruzione e della Cultura responsabile, inoltre, di mantenere nell’oblio una parte essenziale della nostra cultura, un patrimonio millenario, e di tenere in poco conto tutti quei musicisti che si dedicano, con grandi sacrifici, a tenerlo vivo”. Cio’ che Savall scrive sembra un vero e proprio manifesto per il salvataggio dell’arte e della cultura da cio che il compositore e interprete chiama “ignoranza”. “Viviamo -aggiunge- una grave crisi politica, economica e culturale, in conseguenza della quale un quarto di spagnoli vivono in una situazione di grande precarieta’ e piu’ della meta’ dei nostri giovani non tiene ne’ terra’ la possibilita’ di ottenere un lavoro che gli assicuri una vita dignitosa.

La Cultura, l’Arte e specialmente la Musica sono la base della formazione, di quella formazione che ci permette di realizzarci personalmente e, al tempo stesso, di essere presenti e vivi come entita’ culturale in un mondo sempre piu’ globalizzato. Sono -sottolinea- profondamente convinto che l’arte sia utile alla societa’, contribuendo all’educazione dei giovani e alla fortificazione della dimensione umana e spirituale dell’essere umano. Ma quanti spagnoli hanno potuto , qualche volta nella loro vita, ascoltare dal vivo le sublimi musiche di Cristobal de Morales, Francisco Guerrero o Tomas Luis de Victoria? Forse alcune migliaia di privilegiati che hanno potuto assistere ai concerti di quei pochi festival che programmano questo tipo di musica. La grande maggioranza non potra’ mai approfittare della favolosa energia spirituale trasmessa dalla bellezza divina di questa musica”. Savall chiude chiedendo che i musicisti ricevano un “sostegno stabile da parte delle istituzioni, senza il quale -precisa- il nostro patrimonio musicale continuera’ a dormire il triste sonno della dimenticanza e dell’ignoranza”.

“Come Dostoevskij credo -conclude- che la bellezza salvera’ il mondo ma e’ necessario vivere con dignita’ e avere accesso all’Istruzione e alla Cultura”. .